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Giochi di Ruolo: Ambientazione vs Genere

Discussioni su ogni tipo di Gioco di Ruolo non incluso in altre sezioni del Forum, ad esempio play by email e discussioni generiche sul roleplaying.
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derFrenkieB
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Giochi di Ruolo: Ambientazione vs Genere

#1

Messaggioda derFrenkieB » martedì 1 agosto 2017, 9:41 - Sappiamo chi sei, usa il miglior VPN

Salve a tutti! Questo sarà il mio primo post di discussione su un tema un po' curioso. Avviso già che ho la tendenza a fare post "polemici" o "provocatori", nel senso buono del termine, per spingere un po' a riflettere. Quindi mi raccomando, non voglio fare flame war né altro, solo aprire un topic particolare.

Ricordo di aver letto su un blog (o ascoltato in un podcast, non ricordo bene) che in tutti i generi di intrattenimento, bisogna distinguere sempre il genere dall'ambientazione; ciò ritengo che sia particolarmente vero nei giochi di ruolo, soprattutto nel momento di una nuova campagna.
Diciamo che l'ambientazione definisce il tempo, il luogo, lo spazio e gli elementi descrittivi, mentre il genere descrive la storia e i temi tipici.

Per esempio, Star Wars: ambientazione fantascientifica, genere fantasy. Questo perché è un'ambientazione sci-fi con astronavi, viaggi spaziali e spade laser, ma la storia è quella tipica del fantasy: l'eroe Luke Skywalker a cui sconvolgono la vita che intraprende un percorso di miglioramento per sconfiggere la sua nemesi, Darth Sidious, tramite l'aiuto di Obi-Wan Kenobi e di Yoda. Anche la presenza di un ordine religioso di monaci, i Jedi, che mantengono la pace nella galassia sfruttando niente meno di una forma di magia (la Forza) e armi straordinarie che praticamente nessun altro è in grado di usare (le spade laser) fanno propendere per genere fantasy.

Perché applico questo ai giochi di ruolo? Essenzialmente per non deludere le aspettative del master e dei giocatori riguardo un particolare gioco di ruolo. Fermo restando che spesso si può usare un sistema estrapolandolo dalla sua ambientazione, spesso questo è pensato appositamente per evidenziare i temi propri dell'ambientazione stessa. "System does matter."

Prendiamo un paio di esempi.
  • Vampiri: il Requiem. Vampiri è descritto come "un gioco di narrazione gotico moderno", cosa che è effettivamente vera. Ho un amico che lo considera fantasy: secondo me sbaglia. In Vampiri il tema più importante è quello dell'umanità: cosa rende i vampiri più umani? Come tornare a possedere una vita vera? L'intera società dei vampiri è un'emulazione di quella dei vivi. Ma il tema dell'umanità, e di cosa significhi essere umani, è tipico della narrativa sci-fi transumanista, e in misura minore del cyberpunk, ma non del fantasy.
    Dunque Vampiri ha un'ambientazione gotica moderna (e aggiugerei horror, talvolta), ed è di genere sci-fi transumanista, per quanto questa associazione possa sembrare per certi versi abbastanza cretina.

    Questo è importante, perché Vampiri è basato sul tema umano, e toglierlo nel proprio gioco significa rovinarsi parte del divertimento.
  • Ora, qualcosa di più facile da comprendere. Shadowrun è un cyberpunk in cui la magia si è risvegliata e attraverso la "goblinizzazione" del genere umano, una modifica imprevista del gene umano, sono tornati gli elfi, i troll, gli orchi ecc. (chiamati "metaumani"), ma anche i draghi e i vampiri e altre creature della fiaba.

    L'ambientazione è abbastanza evidentemente urban fantasy moderna, ma nonostante questo, il gioco tratta i temi del cyberpunk: una società civile collassata negli interessi superiori dei grandi conglomerati industriali dove la gente vive in miseria in case-tomba negli sprawl, un generale degrado dei valori umani e la vaga sensazione dei personaggi non avere un vero posto nel mondo, e una forte sfiducia nel futuro della società e di se stessi.
    Ecco che Shadowrun è un'ambientazione modern urban fantasy di genere cyberpunk, ma NON E' ASSOLUTAMENTE un gioco fantasy.
Ciò vale in generale anche per associare i generi alle meccaniche. Savage Worlds è un bel motore di gioco (io lo apprezzo tantissimo), ma è in stile pulp: un investigativo puro alla Sherlock Holmes non funziona bene, perchè SW non ha delle meccaniche adatte a questo tipo di gioco. Ci sono ovviamente delle eccezioni in tema, per esempio Imago Mortis e Streets of Bedlam; ma si tratta di istanze abbastanza particolari del genere investigativo.

Ecco che una scelta sbagliata del sistema di gioco, o l'ignorare certi temi di un'Ambientazione (con la A maiuscola, nel senso delle ambientazioni che si comprano/scrivono, tipo Forgotten Realms) può portare a dei preconcetti totalmente sbagliati su cosa ci si aspetta da una partita, che poi potrebbe pregiudicare la partita stessa.

Questi sono i miei ragionamenti sul tema. Voi che ne pensate?

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#2

Messaggioda Anpan » martedì 1 agosto 2017, 11:26 - Sappiamo chi sei, usa il miglior VPN

Che dire... Io non ho niente da dire se non essere d'accordo con te :lol:
~Aspirante scrittrice. La mia pagina di storielle molto interessanti quanto inutili: http://www.efpfanfic.net/viewuser.php?uid=414835

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#3

Messaggioda Asterionaisien » martedì 1 agosto 2017, 14:14 - Sappiamo chi sei, usa il miglior VPN

A mio avviso è utile una distinzione dialettica oltre che concettuale in quanto il genere è la raccolta di clichè che lo definiscono mentre l'ambientazione è, appunto, la descrizione dell universo di gioco.
Ciò si riallaccia esattamente con quanto prima detto dato che possono coesistere nel definire una narrazione. Ad esempio, deadlands per SW e "per un pugno di dollari" si incrociano entrambi nel genere western, pur avendo ambientazioni ben differenti.
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#4

Messaggioda Poisonette » mercoledì 15 novembre 2017, 14:40 - Sappiamo chi sei, usa il miglior VPN

Secondo me c'è un problema alla base ovvero la gente totalmente etichetta il fantasy come Tolkienano ovvero nani ed elfi in salsa medievale. Questo porta ogni opera ludica e non a ricadere sotto questi criteri quando si tratta di fantasy.

Vi cito alcuni esempi:
Numenera è una ambientazione futuristica dove ci sono persone che possono lanciare incantesimi manipolando le nanomacchine che sono nell'atmosfera lasciate dalle precedenti civilizzazioni, questo infatti porta molti erroneamente a considerarla una ambientazione fantasy quando in realtà è fantascenza.

Conan il barbaro nonostante abbia creature non umane,demoni e persino draghi non viene etichettato fantasy(probabilmente perche non ha nani ed elfi e non è medievale) ma hanno creato un subgenere per classificarlo chiamato" Sword and sorcery"
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#5

Messaggioda KalimbaDeLuna » venerdì 17 novembre 2017, 2:27 - Sappiamo chi sei, usa il miglior VPN

la tolkienaggine e' una malattia comune, purtroppo bisogna liberarsene con calma e poi finalmente si guarisce da questa assurdità.
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#6

Messaggioda Poisonette » lunedì 20 novembre 2017, 7:36 - Sappiamo chi sei, usa il miglior VPN

la tolkienaggine e' una malattia comune, purtroppo bisogna liberarsene con calma e poi finalmente si guarisce da questa assurdità.
Non che non mi piaccia tolkien ma vorrei vedere cose che si distinguano più uniche.

Morrowind per esempio era alquanto unico come ambientazione quasi alieno,,

Un altro titolo originale è Avernum tutto ambientato in un mondo sotterraneo.

Sarebbe bello vedere sperimentare col fantasy invece di avere sempre il fantasy generico con nani ed elfi.
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#7

Messaggioda Shanea » lunedì 27 novembre 2017, 20:38 - Sappiamo chi sei, usa il miglior VPN

da questo punto di vista dobbiamo imparare molto dai JRPG, che come creatività ci superano di gran lunga! :lol: invece noi europei siamo cresciuti più chiusi, più seriosi ed alla fine questo è il risultato, TOLKIEN
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#8

Messaggioda Poisonette » mercoledì 29 novembre 2017, 8:29 - Sappiamo chi sei, usa il miglior VPN

da questo punto di vista dobbiamo imparare molto dai JRPG, che come creatività ci superano di gran lunga! :lol: invece noi europei siamo cresciuti più chiusi, più seriosi ed alla fine questo è il risultato, TOLKIEN
Dipende in genere non sono una amante dei jrpg non mi piace lo stile hanno mancanza di scelte e conseguenze e spesso i loro protagonisti sono sempre e dico sempre influenzati dagli stereotipi giapponesi..

A) Il tizio cupo e silenzioso e tenebroso
B)La tizia kawaaaaaiiii tutta timidina che ha una voce squillante da ratto
C)Il tizio totalmente badass con una spada sei volte lui
D)La tizia tutta agitata che veste sempre di colori sgargiantissimi
E)Sasuke wannabe

Non cè uno dico un jrpg che mi piaccia li trovo lineari inutilmente pieni di grinding e spesso decisamente troppo esagerati in molte cose.

Detto questo è verissimo che molti giochi di ruolo europei o americani sono stereotipati ma è vero che lo sono anche quelli giapponesi in equal misura.

Non che manchino ambientazioni differenti dallo stereotipo ma purtroppo il generico medievale con nani ed elfi vende di più col popolino.

Da quando i giochi di ruolo sono diventati più accessibili e alla portata di tutti cè stato un declino pauroso.
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#9

Messaggioda Manuel Marino » giovedì 7 dicembre 2017, 0:24 - Sappiamo chi sei, usa il miglior VPN

Il GDR western al contrario di quello eastern puó avere dagli stereotipi ma è molto più maturo. Gli orientali sono molto legati a visioni da fiaba del GDR, che peraltro non si spiega dato che hanno avuto una tradizione medievale ricca di spunti per quanto riguarda il realismo. Invece sì sono basati su fiabe e leggende popolari.

Da noi il GDR è cresciuto in senso storico, e questo ci ha dato dei punti in più IMHO, perché non solo è diventato materia di studio (il Roleplaying come fenomeno sociale) ma ha permesso collegamenti ad armi, ambientazioni e narrazioni altamente dettagliate.
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#10

Messaggioda KalimbaDeLuna » lunedì 18 dicembre 2017, 18:50 - Sappiamo chi sei, usa il miglior VPN

bravo :greetings-clappingyellow: tutto vero. purtroppo devo dire. perchè mi piacerebbe avere più games con idee diverse, più carte sul tavolo insomma.

invece alla fine mi ritrovo sempre con la stessa mano di carte (o le stesse carte in mano, fate voi :mrgreen: )perche non ce inventiva nei giochi

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