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Microscope – La recensione

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Microscope – La recensione

#1

Messaggio da News » mercoledì 2 maggio 2018, 2:11

Titolo: Microscope Editore: Lame Mage Productions Autore: Ben Robbins Prezzo: $19.99 Anno di Pubblicazione: 2011 ISBN: 978-0-9832779-0-3 Cos’è Microscope? L’autore, Ben Robbins, lo definisce a fractal role-playing game of epic histories, un gioco tramite il quale è possibile costruire delle macrostorie molto interessanti in maniera collaborativa partendo da un’idea generica e ingrandendo il livello di dettaglio fin quanto lo si ritiene necessario.

Da grandi guerre spaziali fino a singoli momenti catartici che riguardano una o due persone fondamentali per lo sviluppo della storia. Non esiste la figura del master e tutti i giocatori, in diversi momenti, avranno il pieno potere narrativo sull’evoluzione della storia. Ma in breve, come funziona? La Big Picture Prima di cominciare una partita i giocatori discutono a grandi linee di quello che vorrebbero fosse la somma della loro storia. Un’idea vaga ma in cui è possibile lavorare molto è la cosa migliore in questa fase, qualcosa come l’ascesa e la caduta di un grande impero o l’espansione di una razza al di fuori dei propri confini e così via.

Dopo aver deciso l’idea a grandi linee bisogna stilare la cosiddetta palette una lista di elementi che i giocatori non vogliono mettere nell’ambientazione, qualcosa come nessun mondo abitabile in un setting sci-fi ad esempio. Fatto questo bisogna decidere qual è il punto d’inizio e quello di fine della vostra storia, che si muoverà in tutto ciò che accade all’interno di questo segmento. Se, per esempio, avete deciso che l’inizio della vostra storia coincide con l’evento l’umanità abbandona la terra per sfuggire ad una catastrofe trovando rifugio nello spazio e l’evento finale è l’umanità ritorna finalmente a casa dopo un lungo esilio tutto ciò che giocherete sarà compreso tra questi due eventi, di cui conoscete già il finale. Lo scopo non è quello di cambiare come la storia finirà, ma quello di vedere in che modo si è dipanata la storia fino a quel punto, focalizzandosi sugli eventi più interessanti. Il Focus A turno ogni giocatore prende le vesti della cosiddetta Lens, la lente che permette di ingrandire un determinato particolare, su cui si intende focalizzarsi.

Questo focus riguarderà una tematica particolare che la lens vuole esplorare insieme al resto del gruppo – questa può essere molto larga come la grande guerra o molto focalizzata come L’ultima battaglia del conte Tizio. A turno ogni giocatore aggiungerà qualcosa di più a questo focus, finché non si compirà completamente il giro e la lens chiuderà il focus per poi passare il suo ruolo al prossimo giocatore, che sceglierà un altro focus da trattare. Periodo – Evento – Scena Le tre unità narrative in cui è diviso Microscope sono il Periodo un lungo lasso di tempo sotto l’egida di una particolare persona, organizzazione o serie di eventi. L’evento un avvenimento più circoscritto nel tempo, di grande risonanza per il focus in questione. La scena l’unità narrativa più piccola, nella quale si ruola un determinato avvenimento molto circoscritto che però è fondamentale per comprendere la Big Picture. La Legacy Dopo ogni focus il giocatore a destra della lens sceglierà qualcosa del vecchio focus che dovrà rispuntare nel corso del prossimo.

In questo modo si ha una sensazione di continuità anche nel caso di focus narrativamente molto lontani nel tempo. La legacy può essere un oggetto, il ricordo di una persona o un ideale che però risulta ricorrente nel corso della costruzione della storia. Un esempio di gioco A lato un esempio di gioco. Il focus era I tre duelli del barone Narek Ver. La Lens crea il Periodo (in alto) in cui il Barone prende il potere sulla Baronia di cui parla tutta la macrostoria. Cerchia di bianco l’evento perché è considerato come un evento sotto una luce positiva piuttosto che negativa. Come seconda azione la lens crea un evento (immediatamente sotto il periodo, in orizzontale) in cui il Barone Narek uccide un mercante per poterne sposare la bella moglie. L’evento viene segnato con un cerchietto nero, in quanto visto sotto una luce negativa. A questo punto il giocatore alla destra della lens crea una scena (immediatamente sotto l’evento) in cui vuole approfondire il rapporto tra il Barone e i suoi figli.

Viene deciso che il Barone ha un solo figlio e che non l’ha mai considerato alla sua altezza, ruolando una scena in cui il Barone rifiuta di prendere il figlio come suo scudiero perché considerato troppo debole. Alla luce di tutto questo anche questo evento viene considerato negativo. Il terzo giocatore a questo punto decide di creare un evento (Il primo sulla sinistra) in cui si delinea il primo duello del Barone, in cui lui è diventato tale. L’evento è visto sotto una luce positiva, perché il Barone uccide un uomo molto malvagio. Il quarto giocatore chiede a questo punto una scena in cui si delinea chi era quest’uomo ucciso dal Barone. E si delinea la figura del Bernebo Kyiril, un uomo venuto da una tribù barbarica che teneva la baronia sotto il suo tallone spietato e violento, la sua morte è perciò salutata sotto una luce positiva, prima che le persone si accorgano di che pasta è fatto il nostro Barone Narek. Nel corso del giro alla fine è stata delineata la morte di Narek, assassinato dalla moglie dopo il suo terzo duello.

Viene scelto come Legacy il tempio del dio della guerra Morgen, che Narek era solito visitare molto spesso e la Lens passa al prossimo giocatore, che decide di esplorare la ricerca della fede in una divinità da parte del nuovo barone, il piccolo Arax, figlio di Narek. In conclusione Un gioco per creare storie avvincenti, grandi o piccole che siano, coinvolgendo la fantasia di tutti i giocatori, che devono costruire uno sopra le idee degli altri, senza farsi problemi a distruggere o cambiare ciò che vogliono quando è il loro turno per esplorare il focus che preferiscono.

Un gruppo affiatato e che ama la narrazione in quanto tale potrà diversi molto a lungo con Microscope e magari utilizzare i risultati di ciò che è stato creato nel corso di una o due sessioni di gioco come ambientazione di base per un altro gioco in cui vuole poi giocare. Sconsigliato solamente a chi non si trova bene con l’idea di narrazione condivisa o a chi odia vedere le sue idee tramutate in qualcos’altro dagli altri giocatori. Consigliatissimo a chiunque voglia vedere evolvere una storia da semi che possono sembrare inizialmente banali ma che, inevitabilmente, sbocciano in qualcosa di meravigliosamente particolare. L'articolo Microscope – La recensione sembra essere il primo su GdR Blog - Il Blog sui Giochi di Ruolo.

Source: http://www.gdrblog.com/gdr-cartacei/mic ... nsione.php


Thane
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#2

Messaggio da Thane » mercoledì 2 maggio 2018, 7:05

Io sono esattamente il tipo descritto nell'ultima frase :lol:
Comunque bella recensione! È però difficile etichettare come "bianche o nere" delle azioni, soprattutto se non le si compie con la cognizione di volerle considerare tali...

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Louis77
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#3

Messaggio da Louis77 » mercoledì 2 maggio 2018, 14:47

Non mi è chiara una cosa. Essendo il gioco "masterless", quando si parla di "ruolare una scena" si parla di raccontare agli altri gli avvenimenti oppure c'è immedesimazione, discorsi diretti, scambi tra i giocatori, ecc..? E nel caso, chi parla in maniera diretta per i PNG?
Questo, secondo me, è ciò che distingue un gioco di ruolo da un semplice brainstorming per la creazione di una storia.

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